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lunedì 25 agosto 2014

Disturbi alimentari III

Bulimia: aumento patologico dell'appetito

Sentiamo spesso parlare di questo disturbo alimentare, ma sappiamo veramente di cosa si tratta?
Scopriamolo su questo breve articolo.

La bulimia è un disturbo del comportamento alimentare che colpisce il 2% delle donne e che insieme ad un aumento patologico dell’appetito è anche accompagnato da disturbi psicologici.

La donna che soffre di bulimia é soggetta a crisi durante le quali assume quantità imponenti di cibo in maniera compulsiva e in un intervallo di tempo relativamente breve in proporzione alle enormi porzioni ingerite. La vittima si getta su tutto quel che le capita a tiro, senza alcuna coerenza: lasagne, pizzette, biscotti, salatini, gelati, a qualunque ora del giorno e in qualunque momento della giornata. Una persona bulimica può ingurgitare migliaia di calorie in pochi minuti, generalmente di nascosto. Il soggetto bulimico, a seguito dell'abbuffata può avere due reazioni diverse: colui che teme di ingrassare si autoinduce al vomito, mentre invece c'è che corre gravi rischi di obesità. 

Le tre tappe della bulimia

Il soggetto affetto da bulimia attraversa tre tappe diverse, vediamo qui di seguito.
PRIMA TAPPA: possiamo battezzarla come la pre-crisi. In questo lasso di tempo la persona bulimica prova una forte sensazione di angoscia, tensione ed irritabilità. È assalita da un senso di vuoto e comincia a cercare in modo compulsivo e frenetico del cibo (di qualunque natura come sopra citato) per porre fine  alla crisi: non esiterà a svuotare frigo e dispensa o a uscire a qualsiasi ora del giorno o della notte per comprare qualcosa da mangiare.

SECONDA TAPPA: ci troviamo nel cuore della crisi. La persona bulimica perde totalmente il proprio autocontrollo e si getta su alimenti che solitamente sono ricchi di grassi dannosi per il corpo e calorie, inghiottendoli in qualche minuto e senza masticare. Questo sfogo avviene generalmente di nascosto dagli altri: ci si chiude in cucina o in bagno oppure si aspetta di avere la casa a disposizione propria per mangiare "tranquillamente" e senza essere scoperti da parenti o familiari. A seguito della crisi solitamente sussegue un forte senso di colpa e dolori addominali. In reazione, qualcuno vomita automaticamente, qualcun altro ricorre al vomito autoindotto mentre qualcun altro ancora adotta comportamenti compensatori, ricorrendo all'utilizzo di farmaci lassativi o diuretici, al digiuno o ad una attività fisica estenuante.

TERZA TAPPA: eccoci arrivati alla fase conclusiva della crisi bulimica. Dopo aver rimesso tutto il cibo ingerito precedentemente, la persona bulimica prova un senso di sollievo, che però è di breve durata e viene rapidamente sostituito dalla vergogna e, ancora una volta, dal senso di colpa. Decide così di ropromettersi di non cominciare nuovamente a compiere atti simili ma resta consapevole che questo episodio si ripeterà nuovamente a breve. le crisi possono ripetersi ad intervalli regolari, e nei casi più gravi, si possono avere tra le dieci e le quaranta crisi al giorno.



I pericoli della bulimia

Come per ogni disturbi alimentare, anche la bulimia comporta dei pericoli: vediamo da dove possono essere generati.


1. Dai metodi per eliminare il cibo.  
Dopo una crisi, la persona bulimica si sente colpevole ed è pronta a tutto pur di eliminare le calorie assunte: vomito autoindotto, abuso di lassativi, digiuno prolungato, esagerato esercizio fisico.

2. Dalle complicazioni fisiche. 
E' assai probabile che la persona bulimica inizi a soffrire di diabete e un alto tasso di colesterolo, legati all’abuso di zuccheri e grassi, di obesità, di carie generate dagli acidi del vomitoche corrodono lo smalto dei denti, di irregolarità del ciclo mestruale, di lesioni all’esofago, di disidratazione dovuta alla scarsità dei liquidi corporei, di carenza di potassio, di stanchezza cronica e di crampi muscolari.

3. Dai disturbi psicologici.
La bulimia è causa di depressione, pulsioni suicide, isolamento, problemi relazionali e affettivi e dipendenza da sostanze (per esempio dai lassativi e dai diuretici).

4. Dalla cessazione del ciclo mestruale.
Il soggetto donna bulimico può incorrere in un'amenorrea secondaria, che se protratta nel tempo può causare gravi danni all'apparato riproduttivo.

Cause e rimedi contro la bulimia

Le cause della bulimia spesso hanno un profondo legame psicologico, ed è sempre sintomo di un malessere legati a avvenimento particolari della vita dell'interessato.

1. L'infanzia.
Cattive abitudini alimentari, gelosia nei confronti di un fratellino o di una sorellina, problemi relazionali, assenza della figura materna e abusi sessuali.

2. La visione del proprio corpo.
Paura ossessiva di ingrassare, compensazione attraverso l'abuso di cibo con conseguente autopunizione.

3. Un episodio scatenante.
La fine di una relazione, il divorzio dei propri genitori, un decesso, la perdita del lavoro, stress in generale.

Poichè è fortemente legata a fattori psicologici, la bulimia va curata attraverso una terapia medica susseguita alla cura psicologica e alla rieducazione nutrizionale.

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